scuola popolare

Incontri, conversazioni e workshop
da giugno a
settembre nel giardino di Villa Romana

Più di 80, tra artisti e collettivi, ricercatori e attivisti, hanno partecipato alla call di Scuola Popolare: più di quanto potessimo sperare per l‘estate di Villa Romana. Le proposte selezionate confermano un bisogno di scambio nello spazio dell‘arte e sebbene varie per formato, condividono alcuni quesiti e interessi. Per questo, le abbiamo raggruppate in quattro capitoli – Imparare e Disimparare, Sé Narrabili, Terra Feconda e Fuga – che si succederanno dal 22 giugno al 22 settembre, quando ci ritroveremo infine con ospiti e amici a parlare di città e di ciò che questa ci permette di fare nel post Covid 19.

Gli eventi si svolgeranno nel giardino di Villa Romana, al mattino o nel pomeriggio per resistere al caldo! La partecipazione è gratuita. Vi chiediamo di mantenere la distanza di sicurezza di 1,50 mt e di portare le vostre mascherine. I gel disinfettanti sono invece disponibili in loco. Infine, un consiglio: anche le zanzare amano il nostro giardino, portatevi uno spray, che potrebbe esservi utile! Non sara‘ servito cibo.

Di seguito è riportata una panoramica dell‘intero programma. Nei prossimi tre mesi invieremo focus settimanali e vi consigliamo di consultare il nostro sito, e seguirci su Facebook e Instagram per tutti gli aggiornamenti!

Se siete interessati ai workshop – se possibile – fateci sapere della vostra partecipazione con una settimana di anticipo rispetto all‘inizio dei lavori. Scriveteci a office@villaromana.org.


Non vediamo l‘ora che arrivi questa grande estate, ci vediamo a Villa Romana!

Angelika Stepken, Agnes Stillger, Davood Madadpoor con Ilaria Gadenz e Carola Haupt (Radio Papesse)

giugno

LU
22.06. 10:00

Riflessioni per un’auto etnografia (1/5)

Angelica Pesarini (sociologa) con Black History Month Florence (BHMF)
Conoscersi – Fischi per Fiaschi: Esercizi di Spaesamento e Impagliatura

 

Fischi per Fiaschi è una serie di 5 workshop intersezionali, dialoghi ed esercizi guidati da facilitatori trasversali alle discipline che seguono e guidano i partecipanti in un processo di disorientamento e riorientamento con l’obiettivo di elaborare le positività, evidenziare l’ignoranza come potenziale crescita e decentrare l’io in relazione ad una serie di aree di studio tra cui la musicologia, la creatività, l’etnografia, il patrocinio politico e il rituale. Ogni sessione è accompagnata da un laboratorio pratico collettivo che rielabora una tradizione toscana: l’impagliatura dei fiaschi. La frase “prendere fischi per fiaschi“ allude a forme di confusione o a drastici errori di percezione.

CONOSCERCI – FISCHI PER FIASCHI (1/5)

Le metodologie etnografiche di radicamento di ogni partecipante nel proprio contesto culturale, saranno utilizzate come mezzo per elaborare la nostra relazione reciproca e la pratica di „conoscersi“. Verrà introdotto il lavoro´“dell’impagliatura dei fiaschi” e ogni partecipante sarà impegnato in questo, riflettendo sulla storia orale e la comprensione individuale del lignaggio e del bagaglio culturale.

Angelica Pesarini è docente in Sociologia alla New York University di Firenze dove insegna “Black Italia”, un corso dedicato all’analisi delle intersezioni di razza, genere e cittadinanza in Italia. Angelica ha conseguito un Ph.d. in Sociologia e Studi di Genere in Inghilterra e ha lavorato come docente di Genere, Razza e Sessualità ll’università di Lancaster prima di riapprodare in Italia nel 2017. Il suo lavoro di ricerca riguarda le negoziazioni di genere, razza e identità nell’Italia coloniale e postcoloniale. In precedenza Angelica ha indagato le relazioni tra identità di genere e attività economiche presso alcune comunità Rom residenti a Roma, ed ha analizzato strategie di rischio, sopravvivenza e opportunità nel contesto della prostituzione minorile maschile, a Roma. Angelica ha pubblicato diversi saggi e articoli accademici e sta attualmente scrivendo la monografia della sua ricerca di dottorato.

LU
22.06. 18:00

Laboratorio motorio

Kinkaleri, Marco Mazzoni (artista / danzatore)
ViRus 20

 

ViRus 20

ViRus 20 è un laboratorio motorio rivolto a tutti sulla trasmissione del codiceK. Inventato da Kinkaleri, questo codice gestuale traduce ogni lettera dell’alfabeto in movimento.
Questa pratica, attraverso l’assunzione delle lettere come forma generante di movimento, innesca nel pensiero di chi la usa, uno scarto formale che ne modifica la percezione motoria; il praticante si trova a parlare danzando e a pensare al movimento come un flusso dinamico di gesti/parole in continuo divenire che, collocati nello spazio e nel tempo, sviluppano nuove strategie motorie e compositive.  Attraverso l’utilizzo del codiceK, il danzatore si colloca in un contesto sempre attivo, dove l’alfabeto gestuale non è forma da imitare ma luogo dove stare, un qui e ora dinamico/verbale che, come una calligrafia, si espone soggettivamente senza sottrarsi alla forma che genera, ridefinendo l’idea del muoversi.
Dance is a ViRus!

Kinkaleri nasce a Firenze nel 1995. Il gruppo è formato attualmente da Massimo Conti, Marco Mazzoni e Gina Monaco. Kinkaleri opera fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance, installazioni, allestimenti, materiali sonori, cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell’evidenza di un oggetto. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità presso numerose programmazioni in Italia e all’estero, teatri, centri d’arte con- temporanea, festivals e spazi espositivi fra cui Triennale/Teatro dell’Arte – Milano, Teatro Fabbricone – Prato, Teatro Grande – Brescia, Sophiensaele e KunstHalle Deutsche Bank – Berlino, Centre Pompidou – Parigi, Kaaitheater e KunstenFESTIVALdesArts – Bruxelles, Centro Pecci – Prato, Fondazione Gulbenkian – Lisbona, Kitazawa Town Hall – Tokyo, Oriental Pioneer Theatre – Pechino, Mercat de les flors – Barcellona, La Batie Festival – Ginevra, Festivan di Santarcangelo – Santarcangelo, Palazzo Strozzi – Firenze, Biennale Danza – Venezia, MAXXI – Roma, Athens Festival – Atene.

MA
23.06. 18:00

Laboratorio di co-(de)costruzione (1/2)

TAB Take Away Biblographies e CodesignToscana
Facilities: Pratiche di co-(de)costruzione del mondo

 

FACILITIES: Pratiche di co-(de)costruzione del mondo

A partire dalla parola-universo Facilities, si invitano i partecipanti a decostruire ciò che appare normalmente come già-dato e quindi raramente messo in discussione, per sviscerare strumenti, processi, materiali, manodopera e lavoro culturale sommersi e invisibili, nascosti che – attraverso complesse forme di interazione – ci permette di fruire di prodotti, servizi, luoghi e tempi che spesso ci appaiono invece troppo ingenuamente innocenti nel loro essere nel mondo…

continua
ME
24.06. 19:00

Lettura e conversazione

Dott. Nicola Mariotti (psicologo / psicoterapeuta / psicanalista)
Rompere in caso di emergenza

 

ROMPERE IN CASO DI EMERGENZA

Il virus che ha messo in ginocchio il mondo è costituito da un insieme di 4 proteine, di cui una contiene RNA, un messaggio codificato che ha bisogno di un ospite su cui rilasciare la sua scrittura materica fatta di reazioni bio-chimiche. In psicanalisi si potrebbe dire che il virus è un significante: la materia, il supporto di una significazione.
Ciascuno di noi ne ha un tesoretto che ci consente di scrivere, parlare e immaginare il mondo sostenendo l’ampia gamma delle posizioni che ciascuno di noi può assumere nella vita; dalle parole „liberate“ nell’impegno artistico alle parole macinate ciecamente nell’adesione al pensiero dominante.
Una minuscola scheggia di materia è diventata una questione politica nel senso più ampio del termine, come qualcosa nei confronti del quale siamo chiamati a prendere posizione, perché il virus ha trasformato gli aspetti più ordinari della nostra vita – le relazioni, gli incontri, l’operosità, l’amore – in un fatto di interesse collettivo e li ha resi oggetto di una critica e di una decisione.

Nel corso dell’incontro si affronteranno – a più voci – gli eventi recenti che hanno portato in primo piano ciò che prima funzionava in maniera tacita, irriflessa; quell’insieme di gesti che regolavano la nostra quotidianità e trascorrevano nel silenzio della ragione.

GI
25.06. 18:00

Workshop/Incontro (1/2)

Fabrizio Ajello (artista)
Gli ultimi (non) saranno I primi: ipotesi e strategie per una scuola comunitaria

 

GLI ULTIMI (NON) SARANNO I PRIMI

Gli ultimi (non) saranno i primi è un laboratorio aperto a tutti, in due atti, per discutere e  Ideare strategie, ipotesi e proposte per rinnovare le relazioni tra le istituzioni culturali operanti a Firenze, partendo dall’istruzione, dalla formazione, dalla condivisione dei saperi e dalle vulnerabilità dei progetti educativi di oggi e di domani. A conclusione del laboratorio verrà prodotta una fanzine con i risultati del lavoro collettivo.

Fabrizio Ajello (Palermo, 1973) si è laureato, nel 1995, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea. Dal 2005 ha lavorato al progetto di arte pubblica, Progetto Isole. Nel 2008 è uno dei fondatori e curatori del progetto di arte pubblica Spazi Docili, basato a Firenze, che in questi anni ha prodotto indagini sul territorio, interventi, workshop e talk presso istituzioni pubbliche e private, mostre e residenze artistiche.

VE
26.06. 19:30

Conferenza

Flavio Favelli (artista)
Storia dei Soldi

 

STORIA DEI SOLDI

Nel corso degli ultimi anni, Flavio Favelli si è occupato di banconote, e delle immagini che vi sono stampate sopra. Nel 2018, a Forlì, grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale DiaLogos, Flavio Favelli ha tenuto un workshop con un gruppo di richiedenti protezione internazionale provenienti da diversi paesi africani. Attraverso il disegno, le giornate di lavoro si sono sviluppate attorno al ricordo delle immagini stampate sulle banconote dei paesi d’origine di ogni partecipante. A Firenze, sulla scia di queste esperienze, Favelli darà una breve lezione sulle banconote, un’introduzione a un possibile futuro workshop.

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967, nel 1993 consegue la Laurea in Storia Orientale presso ‘lUniversità di Bologna e solo successivamente intraprende la carriera artistica. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali, tra queste: MAXXI, Roma (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milano (S, 2012), MACRO, Roma (G, 2012; 2011, S); RISO Museo dArte Contemporanea, Palermo (G, 2011), American Academy in Rome (2011, G; 2010, S); Tate Modern, Londra (G, 2010), MCA, Chicago (G, 2009), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (G, 2008; 2007, S; 2002, G); Palazzo Grassi, Venezia (G, 2008).  Nel 2012 ha rappresentato l’Italia alla 11° Biennale de La Habana e per due volte, nel 2003 e nel 2013, l’artista ha preso parte alla Biennale d’Arte di Venezia.

LU
29.06. 10:00

Workshop di musica e storytelling (2/5)

Dudù Kouate (musicista) con Black History Month Florence (BHMF)
Raccontarsi – Fischi per Fiaschi: Esercizi di Spaesamento e Impagliatura

 

Fischi per Fiaschi è una serie di 5 workshop intersezionali, dialoghi ed esercizi guidati da facilitatori trasversali alle discipline che seguono e guidano i partecipanti in un processo di disorientamento e riorientamento con l’obiettivo di elaborare le positività, evidenziare l’ignoranza come potenziale crescita e decentrare l’io in relazione ad una serie di aree di studio tra cui la musicologia, la creatività, l’etnografia, il patrocinio politico e il rituale. Ogni sessione è accompagnata da un laboratorio pratico collettivo che rielabora una tradizione toscana: l’impagliatura dei fiaschi. La frase “prendere fischi per fiaschi“ allude a forme di confusione o a drastici errori di percezione.

RACCONTARSI – FISCHI PER FIASCHI (2/5)

Dudù Kouate esaminerà il ruolo e la forma delle narrazioni orali nell’espandersi oltre il ristagno delle forme scritte, mettendo in discussione le distinzioni gerarchiche tra archivi orali e scritti.
In questa sessione verrà elaborata una riflessione sull’oralità come tradizione tramandata in dialogo con la storia scritta. I partecipanti saranno invitati a „raccontarsi“ sulla base di forme e strutture musicali. Verrà introdotto il lavoro “dell’impagliatura dei fiaschi”, al quale ogni partecipante sarà coinvolto mentre rifletterà sulla narrazione.

Dudù Kouate è nato in Senegal nel 1963 da una famiglia di griot, noti per essere i custodi della tradizione culturale e musicale africana. Dopo gli studi umanistici nel suo Paese si trasferisce in Europa. Vive a Bergamo, dove da molti anni insegna percussioni africane. Fa laboratori sulla storia degli strumenti tradizionali africani, cercando di tracciare i confini territoriali delle popolazioni ed è membro di varie formazioni musicali tra cui il Chicago Art Ensemble.

LU
29.06. 18:00

Conversazione (1/2)

Open Program of the Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards
Cittadinanza attiva e i limiti dell’innocenza: su responsabilità, creatività e la costruzione di un mondo nuovo

 

CITTADINANZA ATTIVA E I LIMITI DELL’INNOCENZA

Negli ultimi mesi molte persone nel nord del mondo si sono confrontate, per la prima volta, con carenze di forniture, restrizioni alla mobilità, improvvise perdite di posti di lavoro ecc. La fragilità della società globale nel suo complesso si è rivelata con chiarezza, e questo può forse avvicinarci a una semplice verità: che una società funzionante ha bisogno della partecipazione dei suoi cittadini per incamminarsi verso una maggiore giustizia, equità e sostenibilità. E ha bisogno della visione di un possibile futuro migliore. Dalla creazione artistica di una temporanea utopia, allo sviluppo di una consapevolezza sui temi razziali, ci sono molte lezioni da trarre dalla pratica di una cittadinanza attiva portata avanti al di fuori delle strutture date della società.

Il Workcenter of Jerzy Grotowski è stato fondato nel 1986 su invito del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, Italia (ora: Teatro della Toscana – Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale), e dei suoi direttori Roberto Bacci e Carla Pollastrelli. Per 13 anni, fino alla sua morte nel 1999, Grotowski ha sviluppato al Workcenter una linea di ricerca sulle arti performative nota come arte come veicolo. Iniziato nel 2007 su iniziativa di Mario Biagini, Open Program è un collettivo composto da 10 artisti di 4 continenti che creano occasioni per l’incontro. Al cuore delle arti performative c’è un incontro: non c’è concerto senza musicisti e pubblico, né teatro senza attori e spettatori, né apprendimento senza insegnanti e studenti. Dall’interazione con amici e sconosciuti, professionisti e dilettanti, arte e scienza, locale e globale, anziani e giovani, tradizione e innovazione, nascono le ricerche e le scoperte dell’Open Program.

MA
30.06. 18:00

Laboratorio (1/2)

Daria Filardo (storica dell’arte) e Chiara Camoni (artista)
Arte e vita: piante, oggetti, autobiografie, dialoghi, piccole comunità

 

ARTE E VITA: piante, oggetti, autobiografie, dialoghi, piccole comunità

L’intervento propone un momento di riflessione, dialogo e workshop sulla relazione fra arte e vita, sulla forte presenza autobiografica come racconto di sé che risuona e s’intreccia al racconto dell’altro. Il percorso è articolato in due giorni nel giardino di Villa Romana. Attraverso un workshop fatto di parole e azioni, raccolta di fiori, foglie, letture e dialoghi con Chiara Camoni e Daria Filardo, racconteremo della natura intorno a noi come punto di partenza per una riflessione sulla pratica artistica e letteraria che usa l’esperienza autobiografica come lente di osservazione di un mondo più grande di sé…

continua

luglio

ME
01.07. 18:00

Workshop (2/2)

Daria Filardo (storica dell’arte) e Chiara Camoni (artista) (vedi 30.06.)

 

ARTE E VITA (vedi 30.06) 

La seconda serata vedrà un racconto/intervento di Daria Filardo aperto al dialogo con tutti i partecipanti, poi guidati da Chiara Camoni ci dedicheremo all’apertura delle sete composte il giorno prima.

GI
02.07. 19:30

Lezione e reading

Federico Picerni (Dottorando Università Ca‘ Foscari Venezia / Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg) e Pina Piccolo (scrittrice)
L‘altro volto della poesia: poeti operai ed enciclopedisti in Cina

 

L’ALTRO VOLTO DELLA POESIA: poeti operai ed enciclopedisti in Cina

Sulle ali della poesia in Cina: i poeti operai di Picun e i poeti della Scuola Enciclopedica.
Dal vasto e ricchissimo panorama della poesia cinese contemporanea, Federico Picerni, studioso di letteratura cinese, e Pina Piccolo, coordinatrice del contenitore di scritture dal mondo La Macchina Sognante propongono le opere di due raggruppamenti di poeti attualmente attivi in Cina: i poeti operai del gruppo letterario di Picun e i poeti della scuola enciclopedica. Con l’aiuto di spezzoni dal film “The Verse of Us” e dal video “Noi veniamo dall’officina”, usando le lenti di “macchina” e “letteratura” si arriverà a confrontare e riflettere sui punti di contatto e di divergenza di queste due compagini e mondi a prima vista incompatibili tra di loro.

VE
03.07. 19:30

Sessione di storytelling

Campo Base (collettivo curatoriale)
How to fall in love with a place?

 

HOW TO FALL IN LOVE WITH A PLACE?

How to Fall in Love With a Place? è una sessione di storytelling che riflette sul sentimento di affezione provato nei confronti di un luogo e sulla percezione della distanza rispetto a un luogo desiderato. L’evento si propone di coinvolgere la comunità dei partecipanti nella creazione di una narrazione corale che, a partire dalle esperienze personali di ciascun narratore, generi le condizioni per la produzione di significati che rappresentino valori condivisi e comuni. Che cosa significa innamorarsi di un posto? In che modo viene innescato questo processo di affezione, e quali sono le sue implicazioni sociopolitiche? A partire dalle contingenze e dalle costrizioni vissute durante il periodo di lockdown degli ultimi mesi vogliamo riflettere sul tema del desiderio e della distanza percepita rispetto al luogo desiderato.

continua
LU
06.07. 10:00

Confronto sulle origini della creatività (3/5)

Adama Sanneh (facilitatore culturale) con Black History Month Florence (BHMF)
Esprimersi – Fischi per Fiaschi: Esercizi di Spaesamento e Impagliatura

 

Fischi per Fiaschi è una serie di 5 workshop intersezionali, dialoghi ed esercizi guidati da facilitatori trasversali alle discipline che seguono e guidano i partecipanti in un processo di disorientamento e riorientamento con l’obiettivo di elaborare le positività, evidenziare l’ignoranza come potenziale crescita e decentrare l’io in relazione ad una serie di aree di studio tra cui la musicologia, la creatività, l’etnografia, il patrocinio politico e il rituale. Ogni sessione è accompagnata da un laboratorio pratico collettivo che rielabora una tradizione toscana: l’impagliatura dei fiaschi. La frase “prendere fischi per fiaschi“ allude a forme di confusione o a drastici errori di percezione.

ESPRIMERSI – FISCHI PER FIASCHI (3/5)

Fischi per Fiaschi è una serie di 5 workshop intersezionali, dialoghi ed esercizi guidati da facilitatori trasversali alle discipline che seguono e guidano i partecipanti in un processo di disorientamento e riorientamento con l’obiettivo di elaborare le positività, evidenziare l’ignoranza come potenziale crescita e decentrare l’io in relazione ad una serie di aree di studio tra cui la musicologia, la creatività, l’etnografia, il patrocinio politico e il rituale…

continua
LU
06.07. 18:00

Conversazione (2/2)

Open Program of the Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards (vedi 29.06.)

 

Secondo appuntameno

Negli ultimi mesi molte persone nel nord del mondo si sono confrontate, per la prima volta, con carenze di forniture, restrizioni alla mobilità, improvvise perdite di posti di lavoro ecc. La fragilità della società globale nel suo complesso si è rivelata con chiarezza, e questo può forse avvicinarci a una semplice verità: che una società funzionante ha bisogno della partecipazione dei suoi cittadini per incamminarsi verso una maggiore giustizia, equità e sostenibilità. E ha bisogno della visione di un possibile futuro migliore. Dalla creazione artistica di una temporanea utopia, allo sviluppo di una consapevolezza sui temi razziali, ci sono molte lezioni da trarre dalla pratica di una cittadinanza attiva portata avanti al di fuori delle strutture date della società.

MA
07.07. 18:00

Laboratorio di co-(de)costruzione (2/2)

TAB Take Away Biblographies e CodesignToscana (vedi 23.06.)

 

Durante il secondo appuntamento – il primo è stato il 23 giugno – l’attività sarà dedicata all’individuazione e co(de)costruzione delle facilities che permettono alla città di darsi ed essere fruita, con un esercizio immaginativo a partire da una cartografia della città di Firenze.

TAB Take Away Bibliographies è un progetto artistico ed editoriale, dedicato alla ricerca bibliografica, che proporrà liste di fonti multidisciplinari su invito e coinvolgimento di contributor differenti. Con la risemantizzazione di una delle attività di ricerca più comuni – la costruzione di una bibliografia – come atto corale al di fuori delle costrizioni accademiche, TAB mira ad essere un terreno comune per rivalutare la capacità di agire individuale e collettiva nei processi di apprendimento informale. TAB é un progetto di Chiara Vacirca e Rita Duina.
CodesignToscana (CdT) è un network e un’associazione nata da un gruppo spontaneo di designers, professionisti e appassionati di approcci collaborativi alla progettazione e all’innovazione sociale. CdT vuole generare e favorire relazioni tra i diversi attori sul territorio locale, facilitandone l’innovazione e la crescita culturale con processi e metodologie design-based. Marco Berni, Andrea Del Bono e Anthea Vigni.

MA
07.07. 19:30

Lezione e reading

Prof. Sana Darghmouni (Università di Bologna / Università Ca‘ Foscari Venezia) e Pina Piccolo (scrittrice)
Sulle ali della poesia da Kolkata alla Palestina

 

SULLE ALI DELLA POESIA DA KOLKATA ALLA PALESTINA

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della poesia contemporanea in Asia – tra Palestina e India – con l’aiuto di immagini scattate nei luoghi della produzione poetica; in video sentiremo la voce dei poeti che recitano in Bengali, con sottotitoli in italiano. Vi invitiamo a esplorare il mondo dei giovani poeti di Kolkata, uno dei massimi centri mondiali per la poesia, focalizzandoci sui versi di poeti nati negli anni ‘80 e vicini alla rivista Duniyaadaaari, particolarmente Aminikh Patra, Sanghamitra Halder e Aritra Sanyal (a cura di Pina Piccolo).

L’intervento sulla Palestina, a cura di Sana Darghmouni, prevede 4 poeti tradotti e inseriti in varie uscite de La Macchina Sognante, tra cui Ashraf Fayadh, con un breve cenno alla sua ultima opera Epicrisi. Il secondo poeta è Ghayath Almadhoun, molto attivo nel panorama della poesia araba contemporanea. La presentazione si sposterà sull’impegno delle donne nello scenario politico, sociale e culturale con due esempi di due generazioni diverse: Sahar Khalifa, che rappresenta la generazione palestinese vissuta tra la nakba e la naksa e Fatina Alghorra, che rispecchia la nuova generazione a cui è toccata anche l’esperienza della migrazione.

ME
08.07. 18:00

Laboratorio di ricamo e performance (1/2)

Virgina Zanetti (artista)
Be a poem

 

BE A POEM

Workshop ed azione collettiva, parte del progetto ARKAD, a cura di Dimora OZ e Analogique, Le Parallèles du sud, Manifesta 13, Marsiglia 2020

Il workshop e aperto a 12 partecipanti.
Per info e registrazione scrivete a office@villaromana.org e info@virginia-zanetti.com
Deadline 6 luglio.

“Nell’emergenza l’atto creativo si è spostato all’interno della vita stessa ma la poesia si rivela ancora l’unico mezzo per sconfiggere il Tempo. Alcune frasi del mio diario, tenuto nei giorni di isolamento, sono diventate poesie che ho ricamato su alcuni capi di abbigliamento. Il ricamo è una tecnica che amo per la sua capacità di indurre alla meditazione, con lo scopo immediato di calmare la mente. Queste frasi sono diventate una serie di poesie da indossare.“ (Virginia Zanetti)

Ognuno dovrà portarsi un proprio capo d’abbigliamento da ricamare e dovrà pensare ad una parola o una breve frase poetica da ricamare, esito di una riflessione personale. Sarà poi possibile portare con sé il lavoro realizzato.

L’azione collettiva sarà aperta a tutti alle ore 19:30 del giorno 10 luglio.

Si chiederà ai partecipanti di iniziare e concludere il percorso che si chiuderà con un’azione simbolica collettiva.

Virginia Zanetti, artista e docente, vive a Prato. Laurea in pittura con lode all’Accademia di belle arti di Firenze, si specializza in didattica dell’arte. Lavora sia in luoghi non convenzionali sia in istituzioni italiane e estere per la cultura e l’arte contemporanea. Cofondatrice di Estuario project space di Prato e del Laboratorio del Futuro, piattaforma di discussione in cui intellettuali di varie aree culturali si incontrano e dibattono insieme ai cittadini i temi principali del nostro tempo.

ME
08.07. 20:00

Lecture e conversazione

Pierluca Birindelli (professore di sociologia)
Coronavirus, arte e bellezza

 

CORONAVIRUS, ARTE E BELLEZZA

Nel mese di Marzo del 2020 un gruppo di 35 studenti americani viaggiava in Europa durante la pausa primaverile. In quel momento il loro sogno italiano ed europeo si è fermato completamente. Sono tornati rapidamente a Firenze e poi negli Stati Uniti.

Tutti gli studenti erano iscritti al mio corso di Sociologia dell’Arte. Ho chiesto di scrivere un resoconto narrativo su come hanno affrontato questa emergenza. Ho anche chiesto di riflettere su un’opera d’arte o un „lampo di bellezza“ che durante quelle settimane li ha toccati, tenuto compagnia, portato consolazione nelle loro vite.

Condividerò e discuterò con voi alcuni passaggi narrativi.

VE
10.07. 18:00

Laboratorio di ricamo e performance (2/2)

Virginia Zanetti (artista) (vedi 08.07.)

LU
13.07. 10:00

Laboratorio sulla rappresentanza politica

Antonella Bundu (attivista e consigliere comunale) con Black History Month Florence (BHMF)
Rappresentarsi – Fischi per Fiaschi: Esercizi di Spaesamento e Impagliatura

 

Fischi per Fiaschi è una serie di 5 workshop intersezionali, dialoghi ed esercizi guidati da facilitatori trasversali alle discipline che seguono e guidano i partecipanti in un processo di disorientamento e riorientamento con l’obiettivo di elaborare le positività, evidenziare l’ignoranza come potenziale crescita e decentrare l’io in relazione ad una serie di aree di studio tra cui la musicologia, la creatività, l’etnografia, il patrocinio politico e il rituale. Ogni sessione è accompagnata da un laboratorio pratico collettivo che rielabora una tradizione toscana: l’impagliatura dei fiaschi. La frase “prendere fischi per fiaschi“ allude a forme di confusione o a drastici errori di percezione.

RAPPRESENTARSI – FISCHI PER FIASCHI (4/5)

Bundu esaminerà i ruoli della rappresentanza e del servizio pubblico da un punto di vista socio-politico e si impegnerà in uno scambio di consulenza collettiva e di sostegno politico.

Il cambiamento e il rammendo delle opinioni pubbliche e personali e dell’etica sono inquadrati ed elaborati attraverso approcci collettivi alla scrittura di manifesti. Il lavoro “dell’impagliatura dei fiaschi” sarà introdotto e ogni partecipante sarà impegnato in questo mentre elaborerà le posizioni individuali di „rappresentarsi“ nei confronti delle comunità e dei gruppi localizzati.

Antonella Bundu è nata a Firenze nel 1969 da padre del sierraleonese e madre italiana, si definisce „una donna nera, fiorentina e di sinistra“. Attivista per i diritti civili di Oxfam, ha vissuto tra Firenze, in Sierra Leone e in Inghilterra, per poi stabilirsi stabilmente nel capoluogo toscano dal 1989 e frequentare la Scuola per Interpreti e Traduttori. Sorella del pugile Leonard, 7 volte campione europeo dei pesi welter dell’UER, ha lavorato come bibliotecaria, organizzatrice di eventi culturali e impiegata in uno studio di architettura. È la prima candidata nera a sindaco di Firenze con una coalizione di sinistra che comprendeva Sinistra Italiana, Mdp-Articolo 1, Possibile, Rifondazione Comunista, Firenze Città Aperta, Potere al Popolo. Fa parte del Consiglio Comunale della città di Firenze.

LU
13.07. 19:30

Presentazione del libro

Pietro Gaglianò (critico d‘arte) in dialogo con Ilaria Gadenz (Radio Papesse)
La sintassi della libertà. Arte, pedagogia, anarchia.

 

LA SINTASSI DELLA LIBERTÀ. ARTE, PEDAGOGIA, ANARCHIA.

La sintassi della libertà (Gli Ori, 2020) rilegge due secoli di storia ricucendo i termini della relazione tra arte e pedagogia libertaria. Il pensiero anarchico funziona qui come un dispositivo dialettico tra i due ambiti, per
esaltare la continuità tra il potenziale di emancipazione dell’arte e quello dell’educazione. Da Courbet al Situazionismo, da Bakunin a Paul Goodman, da John Cage a Judy Chicago, fino ai protagonisti della scena artistica contemporanea analizzata da un punto di vista poco consueto che privilegia il margine e l’ibrido, il libro percorre il pensiero e le vicende di artisti, rivoluzionari e appassionati pedagoghi, in un movimento continuo tra Europa e America.

Pietro Gaglianò (1975) è critico d’arte e curatore. Dopo aver conseguito la laurea in architettura, ha approfondito il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte, prediligendo il contesto urbano e sociale come scena dei linguaggi contemporanei, con una particolare attenzione per i sistemi teorici della performance. Nei suoi libri e nelle sue mostre, in Italia e all’estero, è centrale la sperimentazione di formati ibridi tra arte e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Su questo tema ha pubblicato, oltre a numerosi saggi, Memento. L’ossessione del Visibile (Postmediabooks, 2016). Insegna in istituzioni italiane e statunitensi ed è attivo in progetti e reti internazionali che sperimentano pratiche di arte e pedagogia non formale per l’educazione contro la discriminazione.

Ulteriori informazioni possono essere trovate qui

MA
14.07. 19:00

Presentazione e conversazione

Julia Bolton Holloway, Daniel-Claudiu Dumitrescu, Diamanta e Ionel Danila
Scuola di alfabetizzazione con i Rom

 

SCUOLA DI ALFABETIZZAZIONE CON I ROM

Ionel e Diamanta Danila, insieme a Julia Bolton Holloway, ci offrono una presentazione della cultura rom, dei pregiudizi sui rom e la loro ignoranza, e sui modi attraverso cui ottenere l’integrazione. Sei anni fa, Ionel e Diamanta sono stati ingiustamente privati dei loro quattro figli; attualmente la Corte di Cassazione sta prendendo posizione in loro favore.  Loro e altri rom restaurano il cimitero monumentale detto “degli Inglesi”, sebbene di proprietà svizzera; e così il cerchio si chiude, visto che in Romania il popolo rom fu liberato dalla schiavitù dopo la pubblicazione, nel 1853, del libro La capanna dello zio Tom, che ripercorreva fedelmente i precedenti romanzi narrati di Frances Trollope e Richard Hildreth, entrambi sepolti nel Cimitero degli Inglesi, insieme a molti altri abolizionisti.

ME
15.07. 17:30

Workshop nell’orto sui semi, le piante, la luna (1/4)

Irina Aguiari (Dottoranda in scienze politiche e sociali)
LUNGHNASADH (sementi, stagioni, calendario lunare)

 

LUNGHNASADH

Ci incontriamo in cerchio per co-creare conoscenza sui semi, le piante, la luna. La stagione è propizia per celebrare l’abbondanza della terra e allo stesso tempo per prepararci ai momenti di scarsità. Quattro laboratori ci stimoleranno a condividere, scambiare e generare saperi collettivi e comunitari attraverso l’applicazione di metodi di Apprendimento e Azione Partecipativi (PLA). Da questa metodologia accademica di ricerca scientifica, ricaviamo strumenti di gruppo per riflettere sul nostro rapporto con il cibo che consumiamo e l’autoproduzione in tempi di pandemia. Mappe di comunità, calendari stagionali, linee del tempo, photovoice sono alcune delle attività che svolgeremo insieme, alternate a dinamiche per conoscerci, rigenerare il corpo e stimolare la concentrazione.

ME
15.07. 21:00

Proiezione film, discussione

In fuga dalla bocciofila (collettivo/blog letterario)
L’arte risponde al vuoto culturale: FAME di Angelo Milano e Giacomo Abbruzzese
Sarà presente il regista Angelo Milano

 

FAME

Regia di Giacomo Abbruzzese e Angelo Milano – Italia Francia 2017

Fame: bisogno molesto di mangiare, carestia, grande desiderio. Questo termine dà il titolo al Fame Festival, un evento rivoluzionario che dal 2008 al 2012 ha portato nella cittadina pugliese di Grottaglie i più grandi street artist del mondo, da Blu a Conor Harrington, da Erica il Cane a Os Games, da Escif a Vhils. Grazie al festival, nato dalla passione di Angelo Milano in un momento in cui la street art non era ancora stata sdoganata, le mura di Grottaglie si coloravano di graffiti e la cittadina ne usciva completamente reinventata.

Angelo Milano è nato a Grottaglie, Taranto, classe 83. Dopo studi in semiotica di cui si vergogna apre StudioCromie, galleria d’arte contemporanea e laboratorio di serigrafia artigianale a Grottaglie. Creatore del festival di arte pubblica Fame e del brand di abbigliamento Sangue. Ad oggi è il gallerista degli artisti con cui è riuscito a restare in buoni rapporti e non ha più voglia di fare vestiti.

In fuga dalla Bocciofila è un collettivo fiorentino che si occupa di cinema e narrazioni. Attivo dal 2014 con rassegne e proiezioni cinematografiche in luoghi atipici della città tra cui Manifattura Tabacchi, Todo Modo, Light, Ostello Tasso.

La proiezione avrà luogo alla presenza del regista Angelo Milano e seguirà un breve dialogo con il collettivo di In fuga dalla Bocciofila.

GI
16.07. 17:30

Workshop nell’orto sui semi, le piante, la luna (2/4)

Irina Aguiari (Dottoranda in scienze politiche e sociali) (vedi 15.07.)

GI
16.07. 19:00

Introduzione al pensiero del naturalista Marcel Roland

Cristiano Barducci e Beatrice Caruso (artisti)
Marcel Roland, la grande lezione dei piccoli animali

 

LA GRANDE LEZIONE DEI PICCOLI ANIMALI

L’entomologia non è il nostro ambito, ma il racconto dei piccoli animali di Marcel Roland ci ha tenuto compagnia durante i mesi di lockdown trascorsi lontano dalla città. Naturalista francese, tra gli allievi del più famoso Fabre, Roland ha dedicato tutta la vita all’osservazione degli insetti, oltre a dedicare una monografia al canto delle cicale, dei grilli e degli uccelli. Roland parlava di dignità, rispetto assoluto e uguaglianza tra l’uomo e il più infimo insetto, anche quelli non troppo piacevoli a un primo sguardo. In una prosa poetica e scientifica al tempo stesso prende forma un mondo animale fatto di esseri senzienti, di cui sono svelati aneddoti, segreti, ambizioni.

L’evento vuole essere non solo l’occasione per condividere con i partecipanti alcuni passi delle opere di Roland, ma anche un invito (o un promemoria) ad adottare uno sguardo umile e tenero verso gli altri abitanti di questa Terra.

LU
20.07. 10:00

Dialogo sui rimedi per una guarigione sociale (5/5)

Patrick Joel Tatcheda Yonkeu (artista) con Black History Month Florence (BHMF)
Curarsi – Fischi per Fiaschi: Esercizi di Spaesamento e Impagliatura

 

Fischi per Fiaschi è una serie di 5 workshop intersezionali, dialoghi ed esercizi guidati da facilitatori trasversali alle discipline che seguono e guidano i partecipanti in un processo di disorientamento e riorientamento con l’obiettivo di elaborare le positività, evidenziare l’ignoranza come potenziale crescita e decentrare l’io in relazione ad una serie di aree di studio tra cui la musicologia, la creatività, l’etnografia, il patrocinio politico e il rituale. Ogni sessione è accompagnata da un laboratorio pratico collettivo che rielabora una tradizione toscana: l’impagliatura dei fiaschi. La frase “prendere fischi per fiaschi“ allude a forme di confusione o a drastici errori di percezione.

CURARSI – FISCHI PER FIASCHI (5/5)

Patrick Joel Tatcheda Yonkeu intraprenderà un dialogo sulla guarigione che disturba le gerarchie delle proprietà medicinali naturali rispetto alla medicina „moderna“ raccogliendo e scambiando i singoli rimedi e riflettendo sulla capacità di „curarsi“ dal punto di vista sociale.

Le erbe medicinali e le pratiche saranno condivise e analizzate con i partecipanti che porteranno i propri rimedi da condividere come mezzo per sviluppare un „kit di strumenti“ per la salute mentale, fisica e spirituale. Verrà introdotto il lavoro “dell’impagliatura dei fiaschi” e ogni partecipante sarà impegnato in questo mentre discuterà e scambierà gesti di cura e di guarigione. Le bottiglie diventano contenitori per ciò che viene elaborato.

Patrick Joel Tatcheda Yonkeu, in arte Omraam Tacheda nasce nel 1985 a Douala in Camerun. Studia scienze al St Jean Baptiste college de Bangangtè prima di vincere una borsa di studio per lo studio delle Belle Arti in Italia. Nel 2016 ha completato gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna con un progetto di ricerca sullo Zen nell’arte. Vive e lavora a Bologna.

Nella ricerca artistica Tatcheda Yonkeu affronta spesso temi radicati nella spiritualità, cercando I meccanismi che regolano la società contemporanea. Il suo lavoro è la ricerca di una nuova forma di spiritualità più adatta al nostro tempo, con l’interesse a trasmettere la possibilità che, in qualche parte del mondo, ci sia una giustizia che possa soddisfare tutti nel miglior modo possibile. È il direttore di Black History Month Bologna.

MA
21.07. 10:00

Workshop nell’orto per bambine e bambini dai 6 ai 12 anni

Vaia Balekis (insegnante/curatrice)
IL CLUB DELLE LUMACHE: laboratori sulla meraviglia tra arte e natura

 

IL CLUB DELLE LUMACHE

Il bellissimo parco di Villa Romana  ospiterà  bambine e bambini  che vorranno entrare a far parte del club delle lumache il requisito è  solo uno: essere curiosi!

Una serie di tre laboratori offriranno la possibilità di realizzare un orto, da curare, da gustare, da vivere; di poter imparare a fare pizza e pane con le proprie mani e la propria fantasia, inoltre andremo in giro per il parco a scoprire e raccogliere  foglie e fiori del parco e poterli stampare su carta e cartoncini con la tecnica della serigrafia.

Ispirati dalla pedagogia del maestro Gianfranco Zavalloni riscopriremo lentezza e meraviglia attraverso la pratica “del fare“ e nel primo appuntamento, il 21 luglio, realizzeremo il primo orto didattico di Villa Romana. Perlustrando i suoi angoli e le sue varietà  botaniche già presenti, sceglieremo il punto più adatto per realizzare un orto.

L’ingresso è  libero, il numero massimo di partecipanti  è  di 8 bambini/e. È  necessaria la prenotazione scrivendo una mail a: vbalekis@gmail.com oppure un messaggio WhatsApp  al numero 3336541257 specificando “iscrizione club delle lumache“.

Il materiale verrà fornito dall’organizzazione.

 

(Immagine: Una illustrazione di Gianfranco Zavalloni)

MA
21.07. 17:00

Impianto di un orto medicinale (1/5)

Anastasia Remes (storica) e José Montealegre (artista)
Un orto medicinale

 

UN ORTO MEDICINALE

In questa serie di seminari impareremo a conoscere le piante medicinali e a prendercene cura; inoltre avvieremo insieme la creazione di un giardino medicinale nel parco di Villa Romana. Coltivare un giardino può essere un’occasione preziosa per riconnettersi a sé stessi, alla comunità e alla natura che ci circonda. Il giardinaggio può essere praticato da chiunque – giovane o vecchio, esperto o principiante. Questo seminario vuole invitare i cittadini di Firenze alla pratica del giardinaggio (comunitario) e incoraggiarli a integrare questa pratica nella vita quotidiana della città.

Durante il seminario avvieremo un piccolo giardino resiliente. Il nostro obiettivo è creare un giardino che continui a prosperare per decenni nel parco di Villa Romana. La scelta di piante perenni, ben adattate al clima fiorentino, assicurerà la longevità del giardino. L’applicazione dei principi della permacultura garantirà che il nostro progetto operi in collaborazione con la natura, e non contro di essa. Sceglieremo e pianteremo diverse erbe, varietà antiche e piante medicinali, che nutriranno i futuri visitatori e alimenteranno gli impollinatori. L’installazione del giardino si svilupperà in sei diverse sessioni, ognuna delle quali avrà un focus specifico collegato al modo in cui viene coltivato il cibo che mangiamo. Discuteremo dell’importanza della biodiversità e della policoltura nella pratica agricola e conosceremo tanti aspetti pratici da attuare nelle nostre case e nei nostri giardini.

Anastasia Remes è nata ad Anversa nel 1990. Ha studiato Storia a Gand e Pratiche Curatoriali a Francoforte. Attualmente sta scrivendo una tesi di dottorato sulla partecipazione dell’Unione europea alle esposizioni mondiali dagli anni ’50 ad oggi. Lavora presso l’Istituto universitario europeo di Fiesole, dove ha avviato un giardino di permacultura nel 2018.

José Montealegre (Tegucigalpa, Honduras, 1992) è un artista e vive tra Francoforte e Firenze. Si occupa di scultura, fotografia e stampa su una vasta gamma di materiali. Ha esposto allo Städelmuseum di Francoforte sul Meno, al Convent di Gand, alla Kunsthalle di Darmstadt e alla decima edizione della Biennale dell’America centrale.

MA
21.07. 19:00

Lecture performance

Leone Contini (artista)
Digressioni para-vinicole

 

DIGRESSIONI PARA-VINICOLE

L.A. 2009, non si vende più vino italiano e il salesman è sull’orlo della bancarotta: “I’m sorry, no wine today”. Ma da neanche 10 anni i lieviti spontanei delle cantine di Oslavia stanno digerendo il succo di Ribolla Gialla friulana dentro anfore georgiane, sepolte a pochi metri dal confine con la Slovenia, mentre il vino georgiano, orfano del grande mercato URSS e dopo 3 anni di embargo Russo, guarda a Occidente. E se le barrique francesi di Toscana perdono il loro fascino anni 90, e il mercato USA destrutturato dalla recessione si riempie di vini cileni a basso costo, nuove mitologie già macerano sulle bucce, e di li a pochi anni i grandi orci per l’olio d’oliva, modellati a mano in creta imprunetina, si riempiranno di succo d’uva.

ME
22.07. 17:30

Workshop nell’orto sui semi, le piante, la luna (3/4)

Irina Aguiari (Dottoranda in scienze politiche e sociali) (vedi 15.07.)

GI
23.07. 17:30

Workshop nell’orto sui semi, le piante, la luna (4/4)

Irina Aguiari (Dottoranda in scienze politiche e sociali) (vedi 15.07.)

GI
23.07. 19:30

Lecture e dialogo

Alessandra Tempesti (curatrice, Lottozero) con Marco Ferrari, Cristina Gallizioli (architetti)
Soft architecture

 

SOFT ARCHITECTURE 

Talk con Marco Ferrari e Cristina Gallizioli, architetti.

Modera Alessandra Tempesti, curatrice presso Lottozero textile laboratories

Se pensiamo all’architettura, lo facciamo principalmente in termini di massa, mentre quello di cui facciamo effettivamente esperienza nella vita reale sono piuttosto superfici che circondano lo spazio in cui ci muoviamo, confini che definiscono volumi fatti di aria.

Gli architetti Marco Ferrari e Cristina Gallizioli stanno lavorando ad un progetto di ricerca che re-immagina un’architettura in cui mura e solai siano sostituiti da superfici tessili appese a strutture sottili, sfidando le convenzioni del costruire ed esplorando nuove possibilità spaziali. La logica sottesa al pensiero architettonico tradizionale e i suoi principi costruttivi si invertono così da suscitare un senso di accoglienza, maggior flessibilità e spazi abitativi più ampi; tra le superfici, l’aria si trasforma in un materiale da costruzione, un volume galleggiante che genera spazio e libertà di movimento.

Sviluppato nel corso di una residenza presso i Danish Art Workshops di Copenhagen nel 2019, con il supporto di Statens Kunstfond e Kvadrat, il progetto è tuttora in via di sviluppo e avrà un’ulteriore fase di sviluppo nel luglio 2020 attraverso un periodo di residenza presso Lottozero textile laboratories di Prato, dove verranno testate alcune soluzioni applicative in scala, utilizzando tessuti di aziende del distretto tessile pratese.

Concepito anche come momento informale di restituzione della residenza condotta a Lottozero (dove invece non potrà aver luogo alcun evento pubblico), il talk proposto per il giardino di Villa Romana vuole essere un momento di discussione e confronto con il pubblico su modalità differenti di concepire e immaginare non solo l’architettura ma anche i modi dell’abitare e la nostra percezione dello spazio domestico.

Periodo: Le date della residenza sono ancora in via di definizione, ma si ipotizza la fine del mese di luglio come periodo di riferimento per la data dell’evento.

Esigenze tecniche: Si richiede la possibilità di utilizzare un video proiettore. In aggiunta o in alternativa alla proiezione gli artisti potrebbero portare alcuni modellini in scala da esibire (in questo caso si richiedono 3 o 4 basi di appoggio).

In collaborazione con: Kvadrat, Statens Kunstfond and Danish Art Workshops

 

ME
29.07. 19:00

Installazione nel parco

Arlo Haisek (artista, attivista) et. al. Scultura collaborativa contro il uso e getta

 

MESSAGE IN A BOTTLE

Message in a bottle. Come ridurre consumo plastica usa e getta. Come riutilizzare quella che già è in giro è destinata allo smaltimento. In una chiave artistica e nuove proposte. Rendendo la comunità partecipe. Lasciando messaggi per il pianeta. E esponendo a fine esposizione i messaggi.

Arlo Haisek ha diplomato presso Istituto Statale D’arte di Porta Romana Firenze nel 1997 nella sezione di oreficeria. Frequenta anche il perfezionamento di pittura e scultura 1998/99 e 1999/2000. Dopo il diploma in oreficeria realizza una collezione di gioielli „Allarm“ dedicata alla salvaguardia della natura creando da ingranaggi della nostra società sciolti e lacerati da guerre, inquinamento dell’uomo e incassando frammenti di natura ormai rara e più preziosa dei diamanti perché distrutta. La sua ricerca di superfici primordiali e naturalistiche di evolve e così nascono la linea fusion texture simili a colate laviche primordial e wood con venature del legno.

Poi ispirato da antiche civiltà e dalla storia dell’arte nasce la Pollock tribute dove ricrea il dripping di getto in bronzo realizza quadri in bronzo e gioielli la tecnica con cui si esprime maggiormente. Fino ad arrivare esprimersi con sculture e micro sculture legate all’ambiente naturalistico. Con „Message in a bottle“ decide di concretizzare i suoi pensieri riguardo la salvaguardia della flora e fauna.

Giacomo Sallizzoni è nato nel 1975 a Bologna. Si trasferisce per gli studi di Architettura a Firenze nel 1994 e qui vi continua a vivere e lavorare. Architetto, fotografo, videomaker, designer e orticultore urbano, prosegue un percorso creativo dove ama contaminare le proprie capacità espressive.

Con la tecnica di animazione a passo uno (stopmotion) si diverte a creare piccole storie surreali su tematiche sociali o su marchi commerciali.

Cittadino e coltivatore, due termini che possono andare a braccetto con diverse soluzioni per catturare il sole, salvare gli spazi, divertirsi con gli elementi della natura che in città ci stiamo dimenticando. Subirrigazione, orti appesi, pareti aromatiche, seedcards, e seedbombs sono alcuni degli strumenti che gli servono per ispirare altri cittadini a tornare ad essere un po‘ contadini, soprattutto nell’orto sociale didattico Orti Dipinti, da lui fondato nel 2013.

agosto

LU
03.08. 19:00

Installazione e performance

Emily Wisniewski (artista), Mikaela Wisniewski e Nicholas Herring Herman (danzatori)
Proprietà curative delle piante

 

PROPRIETÀ CURATIVE DELLE PIANTE 

Un progetto artistico incentrato sul tema della nostra connessione con la natura e in particolare del nostro affidarci alle piante e alle loro proprietà curative. L’artista collega figure vegetali e persone, mettendo in luce l’interdipendenza della loro relazione. Riconoscendo il collegamento tra fotosintesi e respirazione e il rapporto di mutuo beneficio che si attua in seno agli ecosistemi, Emily ha realizzato un progetto che include altri esseri, sia umani che vegetali. Si è ispirata al movimento di due danzatori che hanno usato il loro talento di artisti e performer per mettersi in contatto con le piante attraverso coreografia, danza e respiro. Questo gruppo di artisti rende omaggio alle piante utilizzate nella ricerca scientifica per combattere virus come HIV, EBOLA, SARS e COVID 19; i loro contenuti e proprietà sono stati utilizzati dagli scienziati per la nostra guarigione e la nostra salute.

Emily Wisniewski ha conseguito il Master in Belle Arti al SACI. Ha presentato i suoi dipinti e le sue installazioni a livello internazionale, in sedi come il Museum of Contemporary Art Flagstaff e la Beasley Gallery (USA), lo Inline Contemporary Art Space di Londra, il Transcultural Exchange e la SACI Gallery. Lavora sulle connessioni spazio-temporali di natura e cultura; si dichiara felice di poter condividere a Firenze, con danzatori provenienti da varie comunità, la riflessione sul rapporto tra ricerca medicinale e flora naturale.

Nicholas Herring Herman, nuovo membro del team di danzatori e artisti, è ballerino, insegnante e artista visivo.

Mikaela A Wisniewski, coreografa, danzatrice e operatrice video professionista freelance, ha danzato con varie compagnie attraverso gli Stati Uniti, nel periodo in cui portava a termine gli studi e si laureava in Educazione alla Danza presso la Arizona State University. Durante questo periodo si è esibita in diverse produzioni ed è stata Direttore Artistico Associato di un festival di danza al Tempe Center for the Arts. Nell’autunno 2019 ha seguito la coreografia della premiere americana di The Hearth of Oksana. È felice di poter collaborare regolarmente con la sorella Emily, e intende questa collaborazione come un gesto di solidarietà finalizzato al superamento dei confini.

MA
04.08. 10:00

Workshop nell’orto per bambini dai 6 ai 12 anni

Vaia Balekis (insegnante/curatrice) (vedi 21.07.)

MA
04.08. 17:00

Impianto di un orto medicinale (2/5)

Anastasia Remes (storica) e José Montealegre (artista) (vedi 21.07.)

GI
06.08. 18:00

Laboratorio di rammendi tessili

Victoria DeBlassie (artista)
Fending by Mending is Better than Ending

 

FENDING BY MENDING IS BETTER THAN ENDING

Fending by Mending is Better than Ending (Arrangiarsi tramite il rammendo è meglio che se tutto stia finendo) è un seminario di due ore in cui l’artista Victoria DeBlassie insegnerà le tecniche di base della cucitura a mano in modo tale che si possano incoraggiare le persone a rammendare abiti strappati al fine di spezzare la mentalità che il nuovo è sempre innatamente migliore riflettendo così sulla mentalità consumistica generale di dover sempre acquistare nuovamente cose nuove, che alla fine porta a danni ambientali e più sprechi.

Victoria DeBlassie vive attualmente a Firenze ed è nata e cresciuta ad Albuquerque, New Mexico. Si è laureata nel 2009 con la laurea BFA presso The University of New Mexico nel 2009 e di nuovo nel 2011 con la laurea MFA presso il California College of the Arts. Ha ricevuto una borsa di studio Fulbright per l’Italia per l’anno accademico 2012-2013. Ha partecipato a numerose residenze artistiche come F.AIR Florence Artist in Residence (IT), DE LICEIRAS 18 (PT), Apulia Land Art Residency (IT), Hangar.org (SP), e The Bridge Art Residency (IT). Ha esposto a livello nazionale e internazionale con le seguenti mostre personali di recente: Anthropomorphic Cosmesis a Finestreria (IT), Plasticaia a Villa Romana (IT), e Afterimage a Srisa Project Space, Firenze. Ha partecipato alle seguenti mostre collettive di recente: Ecosistemi at Fondazione Biagiotti Progetto Arte (IT), Interpretation of a Seed at Le Murate PAC (IT) con Maria Nissan e poi Trame plastiche – oltre la superficie a Srisa Project Space (IT) con Leonardo Moretti.

MA
18.08. 17:00

Impianto di un orto medicinale (3/5)

Anastasia Remes (storica) e José Montealegre (artista) (vedi 21.07.)

MA
25.08. 10:00

Workshop nell’orto per bambini dai 6 ai 12 anni

Vaia Balekis (insegnante/curatrice) (vedi 21.07.)

GI
27.08. 19:00

Riflessioni artistiche su funghi e muffe

Eva Sauer & Simoncini.Tangi (artisti)
IL SESTO REGNO

 

IL SESTO REGNO

Il sesto regno è una collaborazione tra il duo artistico Simoncini.Tangi e Eva Sauer.

L’ intervento si presenta come lecture ed esposizione nel giardino di due progetti separati, accumunati da forma e materiali come dal tema: il regno – antico quanto la vita – dei funghi e dei loro miceli. I funghi, che non sono nè piante nè animali, costituiscono un proprio regno. Nonostante siano presenti in saponi, medicinali, alimenti come nel corpo umano, non sono entrati a pieno nella coscienza dell’ uomo contemporaneo, o forse dovremmo dire che sono stati esclusi dalla conoscenza in un certo momento storico, perchè connessi con i rituali pagani e dunque malvisti dal potere clericale. Noi pensiamo che questo sapere debba essere recuperato ed ampliato, perché indispensabile per affrontare molti dei problemi odierni, dalla salute dell’ ambiente alla nostra, fisica e psichica. Infine crediamo che conoscere i funghi potrebbe renderci più indipendenti…

continua
SA
29.08. 19:00

Installazione sonora tra gli alberi

Bérengère Chauffeté (paesaggista)
Osservatori silenziosi

 

OSSERVATORI SILENZIOSI

Come ha vissuto il lockdown il Giardino di Villa Romana?

L’installazione ci permette di prestare ascolto a coloro che non possiamo più udire.

Cosa possono raccontarci del lockdown gli olivi, gli arbusti e i melograni del Giardino di Villa Romana?
Cos’hanno percepito? Hanno sentito la mancanza della presenza umana?

Quando le piante raccontano la nostra storia, noi dobbiamo ascoltarle.

Si porrà la questione della socialità delle piante, dell’attenzione, di una pausa di silenzio e riflessione.

Bérengère Chauffeté è architetto paesaggista. Vive e lavora a Berlino.

 

 

DO
30.08. 14:00

Installazione in giardino

Ground Action (collettivo di architetti paesaggisti), a cura di Valeria d‘Ambrosio (curatrice)
URPFLANZE | Manutenzione come partecipazione

settembre

MA
01.09. 17:00

Impianto di un orto medicinale (4/5)

Anastasia Remes (storica) e José Montealegre (artista) (vedi 21.07.)

MA
08.09. 18:00

Camminata silenziosa performativa

Laboratorio silenzio (compagnia teatrale)
SI‘LENTSJOSE TRACCE

ME
09.09. 18:00

Lettura di poesia sonora

Archivio Luciano Caruso con Antonio Petrocelli (attore)
Balbettando Marx: Brani di poesia sonora dall’archivio Luciano Caruso

GI
10.09. 18:00

Workshop/Incontro (2/2)

Fabrizio Ajello (artista) (vedi 25.06.)
Gli ultimi (non) saranno I primi: ipotesi e strategie per una scuola comunitaria

LU
14.09. 14:00

Workshop e performance audio live (1/2)

Polisonum (collettivo sonoro)
Mouvement

 

MOUVEMENT

A partire dallo studio che riflette sull’idea di spazio musicale, sotteso ma strettamente correlato all’aspetto temporale proprio della musica, la composizione Mouvement (2018) nasce dalla rielaborazione del minuetto k94, eseguito da W. A. Mozart il 26 marzo 1770 a Palazzo Pallavicini, durante il suo primo viaggio in Italia a soli quattordici anni.

La dilatazione caratterizza l’opera Mouvement. Attraverso la tecnica di time stretching la composizione k94 è stata infatti sottoposta a una dilatazione di 248 anni, il tempo che ci separa dal giorno della sua prima esecuzione. Il carattere diafano, offerto dalle note allungate in suoni eterei, contiene una memoria che chiede al nostro udito di ascoltare lontano nel tempo.

Polisonum intende continuare la sperimentazione proponendo l’esecuzione della partitura ottenuta, espandendo la riflessione sul tema del tempo ad una dimensione esperienziale.

La performance sonora prevede la partecipazione di otto musicisti, coinvolti nel processo di ricerca attraverso un workshop: un percorso che ha come obiettivo stimolare l’attenzione verso la personale percezione del tempo quale principale mezzo espressivo dell’esecuzione.

Privati di una definizione temporale discreta, l’esecuzione dei musicisti e regolata dalla percezione soggettiva del fluire del tempo, aprendosi ad andamenti mutevoli: la traduzione sonora delle loro percezioni molteplici dara luogo ad un Movimento musicale aleatorio, contratto o dilatato all’infinito, a mutare un inafferrabile tempo collettivo.

Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine per esplorare le metamorfosi nei luoghi della storia e della contemporaneita, nei paesaggi e nelle geografie. Polisonum si contraddistingue per una ricerca diretta all’ascolto e all’interpretazione die luoghi nei quali opera, naturali o appartenenti all’esistente costruito, attraverso installazioni che si traducono nella restituzione di tracce sonore, identitarie di un tempo lontano o poco percepibili nello spazio in cui oggi esse abitano. Il collettivo, formato da figure che intersecano diverse discipline – quali le arti visuali, l’ingegneria del suono e la tecnologia – pone al centro della propria pratica la relazione con lo spazio e i flussi sonori che lo animano, punto di partenza per ogni ricerca, per la realizzazione di opere che divengono ritratti sonori, contenitori di storie, trasformazioni, evoluzioni.

MA
15.09. 14:00

Workshop e performance audio live (2/2)

Polisonum (collettivo sonoro) (vedi 14.09.)

MA
15.09. 17:00

Impianto di un orto medicinale (5/5)

Anastasia Remes (storica) e José Montealegre (artista) (vedi 21.07.)

ME
16.09. 10:00

Open workshop

LA REGOLA da un‘idea e progetto di Daniele Milvio e Rita Selvaggio, a cura di Rita Selvaggio, con la partecipazione e i contributi di Fabio Cherstich e Enrico David

GI
17.09. 10:00

Open workshop

LA REGOLA da un‘idea e progetto di Daniele Milvio e Rita Selvaggio (vedi 16.09.)

MA
22.09. 19:00

Tavola Rotonda

L’urbano che ancora non esiste